02/11/2020

Come sarà la SEO nel 2021: qualche indizio!

Anche il 2021 sarà un anno di novità per la SEO per e-commerce.

Accanto ai classici fattori evergreen che sono sempre da tenere presenti, come la pubblicazione di contenuti di qualità, l’ottimizzazione dei meta tag, l’acquisizione di link autorevoli, ci saranno elementi totalmente nuovi o altri già visti quest’anno, da consolidare.

E’ vero che mancano ancora alcuni mesi, ma non è troppo presto per pensare al prossimo anno. Come probabilmente saprai, le basi devono essere gettate con largo anticipo per una strategia SEO di successo.

 Il rilascio del Google Page Experience Update

Come sarà la SEO nel 2021: qualche indizio!

Nel 2021 Google premierà ancora di più i siti che offrono un’esperienza utente ottimale. Il 28 Maggio di quest’anno, infatti, il motore di ricerca ha dichiarato che il prossimo verrà rilasciato un importante aggiornamento, ribattezzato dalla comunità SEO come Page Experience Update, che prenderà in considerazione la UX come fattore diretto di posizionamento.

Come viene valutata l’esperienza dell’utente? Oltre ai classici segnali esistenti, come l’ottimizzazione per i dispositivi mobili, la navigazione sicura, l’uso del protocollo HTTPS e la presenza di annunci interstiziali intrusivi, Google terrà in considerazione tre nuove metriche, i cosiddetti Core Web Vitals:

  • LCP (Largest Contentful Paint): misura il tempo tra la richiesta della pagina web e la comparsa del contenuto principale all’interno del browser. I parametri di questa metrica possono essere: buono (meno di 2,5 secondi), migliorabile (fino a 4 secondi) e scarso (più di 4 secondi)
  • FID (First Input Delay): misura il margine di tempo tra l’interazione dell’utente e il momento in cui il browser reagisce ad essa. I parametri di questa metrica possono essere: buono (meno di 0,1 secondi), migliorabile (fino a 0,3 secondi) e scarso (più di 0,3 secondi)
  • CLS (Cumulative Layout Shift): misura la stabilità visiva della pagina e qualità del layout utilizzato. I parametri di questa metrica possono essere: buono (meno di 0,1 secondi), migliorabile (fino a 0,25 secondi) e scarso (più di 0,25 secondi)

 Come vengono misurati i Core Web Vital?

Per misurare i Core Web Vital di Google esistono due approcci: si possono fare delle misurazioni sintetiche in condizioni autocontrollate (Lab Data), oppure misurare i valori individuali degli utenti reali di un sito (Field Data). In pratica bisognerebbe analizzare regolarmente le metriche del proprio sito sulla base dei Lab Data e poi controllare, a intervalli più ampi, se i miglioramenti raggiungono anche gli utenti (Field Data).

 Come posso migliorare i Core Web Vital?

Google ha messo a disposizione una guida completa sui Core Web Vital, all’interno della quale indica le aree di miglioramento per ogni metrica. Le leve più comuni sono:

  • LCP: tempi di risposta del server, blocco del rendering (CSS e JavaScript), tempi di caricamento delle risorse (immagini, CSS) e Client Side Rendering, etc.
  • FID: riduzione dei codici di terze parti, velocizzazione dell’esecuzione di JavaScript, riduzione del carico sul Main-Thread del browser, del numero di richieste e delle dimensioni dei file, etc.
  • CLS: caratteristiche dimensionali delle immagini e degli elementi video, utilizzo delle animazioni, etc.

 Il roll-out definitivo del Mobile First Index

Come sarà la SEO nel 2021: qualche indizio!

A Luglio il motore di ricerca ha comunicato che posticiperà il rollout del Mobile-first Index a Marzo 2021, lasciando a proprietari di siti web un po’ di tempo in più per prepararsi al passaggio definitivo. E’ bene sapere, però, che Google esegue costantemente dei test sui siti presenti nel proprio indici e, una volta che questi risultano pronti, esegue automaticamente lo switch verso l’indicizzazione mobile first. Quando il passaggio avviene, il proprietario del sito è informato tramite un messaggio in Search Console.

 Come prepararsi al Mobile First Indexing?

L’adozione di un design responsive resta la scelta più idonea, nonché caldamente suggerita da Google stesso. È invece fortemente sconsigliato l’utilizzo di indirizzi separati.

La prima regola, scontata ma non troppo, è che i contenuti principali della pagina e i meta dati siano gli stessi, sia sulla versione desktop che su quella mobile. Inoltre è necessario controllare che il file robots.txt non blocchi il crawling delle risorse fondamentali: Googlebot deve poter accedere a tutti i file HTML, JavaScript, CSS e alle immagini. In terzo luogo è bene evitare il ricorso a contenuti che non possono essere riprodotti, come quelli che richiedono Flash o altri player non ampiamente supportati sui dispositivi mobili. Infine, è meglio non disturbare la navigazione dell’utente con i pop-up, i quali possono risultare difficili da chiudere e compromettono la user experience complessiva.

L’ottimizzazione del Javascript per la SEO

Come sarà la SEO nel 2021: qualche indizio!

Nel 2021, la maggior parte dei siti eCommerce utilizzerà JavaScript e si prevede che questa tendenza guadagnerà ancora più trazione in futuro, visto che è il linguaggio di scripting lato-client di riferimento per la creazione della maggior parte degli effetti interattivi.

Tuttavia JavaScript è un linguaggio tutt’altro che non viene perfettamente digerito da Google. Nonostante siano stati fatti passi da gigante nella capacità di interpretare correttamente il contenuto finale di una pagina web che utilizza questo linguaggio di programmazione, restano due grandi problemi:

  • crawl budget: googlebot, non avendo tempo di scaricare ed eseguire il codice di tutte le pagine che visita, non arriverà mai a scansionare tutto, o parte di ciò che viene modificato tramite il JavaScript
  • problemi intrinseci di JavaScript: googlebot e ogni altro bot sono in grado di eseguire soltanto il JavaScript che viene lanciato in automatico e non tutti gli script innescati da un’azione specifica dell’utente. Perciò, tutti i contenuti che vengono iniettati da queste azioni non saranno visibili ai crawler dei motori di ricerca

Inoltre, la maggior parte degli altri motori di ricerca non ha le stesse capacità di Google e talvolta non è in grado di eseguire neanche gli script più accessibili.

Il primo passo, perciò, è capire se e fino a che punto una pagina web utilizza il linguaggio JavaScript: se nell’HTML finale sono presenti elementi importanti caricati in JavaScript, come menu di navigazione e contenuti rilevanti, è concreto il rischio che Google non riesca a vederli, portando a conseguenze negative nel posizionamento.

Quali sono le soluzioni?

  • link e contenuti testuali rilevanti a livello SEO devono essere inseriti nel codice
  • le risorse che non possono essere inserite direttamente nell’HTML devono essere caricate tramite un javascript automatico, non iniettate tramite le azioni degli utenti
  • le risorse Javascript non devono essere bloccate nel file robots.txt
  • i link agli script JS devono essere inseriti dopo tutto l’HTML, in modo che non si interrompano per scaricare gli script durante il parsing del documento
  • il Javascript deve essere ridimensionato e compattato in bundle per diminuire le richieste al server e migliorare le performance della pagina
  • il Server Side Rendering (SSR) deve essere implementato sui siti e le app sviluppati interamente in Javascript, e che quindi non possono essere ottimizzati

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